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Domenica 05/09/2010
 
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La Proposta di Piano Strategico di Favara
immagine piano strategico

Dal governo del territorio alla governance dello sviluppo: dal Comune di Favara una proposta di cambiamento per la pianificazione dello sviluppo del territorio.

Piano Strategico per la città di Favara: la Regione Siciliana, infatti, ha valutato positivamente la proposta di Piano Strategico d'area vasta presentata dal Comune di Favara nell'ambito del secondo Avviso pubblico regionale con cui si finanziano percorsi di pianificazione strategica urbana e di area vasta in Sicilia.

La proposta, dal titolo - "Dal governo del territorio alla governance dello sviluppo" - ha per obiettivo la realizzazione di un percorso di pianificazione strategica per l'area territoriale che comprende, oltre il Comune di Favara - soggetto capofila - anche i
Comuni di Aragona, Comitini, Joppolo Giancaxio, Porto Empedocle e Raffadali.

Si illustrano di seguito i contenuti fondamentali della proposta, in relazione ai quali sarà realizzato il processo attuativo del Piano coerentemente con le procedure indicate dal Dipartimento per la Programmazione della Regione Siciliana.
Dal lavoro intrapreso con il progetto Agorà dei Diritti per promuovere la pianificazione partecipata dello sviluppo, prende il via il percorso per realizzare il primo Piano Strategico per la città di Favara e per i Comuni dell'interland agrigentino.


Gli elementi che giustificano l’aggregazione dei comuni coinvolti e l’individuazione di questo ambito territoriale come soggetto proponente

L’ambito territoriale del Piano Strategico di Favara si configura, geograficamente, come una cornice di territori, ad alta densità urbana, che circonda il territorio del Comune capoluogo di provincia, Agrigento; la presente aggregazione rappresenta, dunque, un sistema di nodi urbani altamente connessi, non solo da un punto di vista territoriale, ma anche in relazione ad elementi strutturali, infrastrutturali  e “funzioni urbane” che derivano dalla comune posizione geografica di prossimità con il capoluogo.

Inoltre l’aggregazione di tali comuni è stata ritenuta opportuna per i seguenti ulteriori motivi:

  • i comuni in questione appartengono al medesimo Sistema Locale di Lavoro, (quello di Agrigento): il SLL è una modalità di rappresentazione economica del territorio definita in funzione del pendolarismo lavorativo dei residenti (spostamenti dal comune di residenza in altri comuni per motivi di lavoro);
  • esiste un alto grado di complementarietà  nella dotazione e nella fruizione di “servizi di rango urbano” fra i vari comuni;
  • i comuni sono coinvolti in diversi organismi di gestione partecipata di servizi su scala d’ambito (ATO Rifiuti, ATO idrico, Piano Sociali di Zona).

Gli elementi fondamentali di criticità che stanno alla base della proposta

L’obiettivo di avviare un percorso comune di pianificazione strategica, viene individuato sulla base di questi comuni problemi di sviluppo:

  • la condizione di marcata debolezza strutturale che contraddistingue il tessuto produttivo e riscontrabile in relazione a diversi aspetti (endogeni ed esogeni) del tessuto economico-imprenditoriale;
  • la condizione di degrado fisico e sociale del sistema insediativo urbano che determina un basso livello di qualità urbana ed inibisce prospettive di valorizzazione economica del territorio in senso turistico;
  • la condizione di oggettiva marginalità geografica e culturale connessa alla scarsa accessibilità fisica del territorio rispetto ai grandi assi di collegamento.

Questi problemi, a cui la pianificazione strategica deve dare risposta, vanno letti ed affrontati, tra l’altro, risolvendo una ormai problematica rappresentazione duale e contraddittoria dell’identità territoriale  e delle   conseguenti prospettive di sviluppo: bisogna scegliere, in sostanza, se puntare su attività economiche che garantiscono una più “facile” redditività ma che generano un  alto impatto sull’ambiente e sul paesaggio urbano o, invece, cogliere in modo più deciso la complessa sfida dello sviluppo sostenibile, facendo leva sulle risorse ambientali e culturali  del territorio e sulla condizione di prossimità geografica con la città dei Templi e con il sistema costiero.

Il vantaggio complessivo che ci si attende dall’attuazione del Piano Strategico
Il vantaggio che complessivamente ci si attende dal  processo di pianificazione strategica è quello di costruire un sistema stabile ed efficace di coordinamento dell’azione dei soggetti pubblici e privati, che sia in grado di   rafforzare l’identità, la qualità e la competitività  del territorio, coerentemente ad una visione strategica condivisa di sviluppo.

In particolare i vantaggi principali che ci si attende di ottenere sono:

  • l’incremento della qualità complessiva dei contesti urbani, soprattutto riguardo  alle condizione di vivibilità degli ambiti urbani, all’accessibilità dei servizi primari e di promozione sociale e culturale;
  • l’incremento del livello di efficienza del territorio, con particolare riferimento alle condizioni di accessibilità con i principali assi di collegamento (marittimi, stradali e ferroviari), alla gestione delle risorse idriche ed energetiche, alle aree di sviluppo industriale ed ai servizi innovativi per l’internazionalizzazione;
  • il rafforzamento dell’identità del territorio e delle città, con particolare riguardo alle vocazioni produttive, al patrimonio storico e culturale ed alla capacità di valorizzare competenze e conoscenze, nonché ai principali asset  del capitale sociale (capacità associativa, apprendimento del territorio, fiducia sociale).

Considerato che la principale condizione di successo di una processo di sviluppo locale è che vi sia una struttura efficiente che  lo guidi e che elimini i vincoli di carattere burocratico, il Piano Strategico dovrà ricercare inoltre le soluzioni idonee alla definizione di modelli organizzativi e “stili di lavoro” nella Pubblica Amministrazione che siano funzionali a:

  • garantire meglio le funzioni di coordinamento intersettoriale dei comuni e delle diverse  P.A. attive sul territorio;
  • far convergere gli strumenti di pianificazione che intervengono su diversa scala (da quella comunale a quella dell’Unione Europea, passanda da provincia, regione e Amministrazione centrale);
  • sviluppare processi di cooperazione con gli attori strategici del  territorio coinvolgendo attivamente i soggetti portatori di interesse e cittadini.
 
La Proposta di Piano Strategico di Favara